E se anche la coscienza fosse figlia delle stelle?
Mio Maestro, è stato Vincenzo Tagliasco, che era un bioingegnere, considerato in Italia il padre della robotica. Come ogni scienziato di buonsenso per inventare teconologia studiava soprattutto la natura, e ancora oggi non saprei decidere se Vincenzo, da ingegnere conoscesse la neurofisiologia meglio di quanto Valentino Braitenberg, che era neurofisiologo, sapesse inventare e costruire automi. Non mi risulta (ma spero di essere molto male informato) che attualmente ci siano in giro di nuovo personaggi come quelli citati. Vincenzo non sopportava la trascuratezza scientifico-filosofica con la quale autorevoli personalità scientifiche utilizzavano espressioni del tipo: “il cervello vede”, “il cervello percepisce”, “il cervello interpreta”, eccetera, in sostanza considerando il cervello coincidente con la soggettività. Quando reagiva, nella migliore delle ipotesi otteneva risposte del tipo “per divulgare però bisogna farsi in qualche modo capire”… Pessima risposta, ovviamente, a meno che non si accetti di fare controinformazione, ma il peggio è che, invece, nella maggior parte dei casi, chi attribuiva al cervello la piena identità [...]




