Radicchio di Verona? un ottimo tranquillante
C’era una volta un filosofo di nome Ludovico Feuerbach che accusava Hegel di aver operato, col suo assoluto idealismo, un assurdo rovesciamento: “Hegel ha posto l’uomo sulla testa, io lo riporto sui propri piedi”. Oggi, che si simpatizzi per la sinistra hegeliana di Feuerbach, o per l’idealismo radicale, non c’è dubbio che nell’immediato secondo dopoguerra (quando la generazione che aveva vissuto il conflitto tendeva a rifarsi della penuria alimentare subita, mangiando più del necessario, e ipernutrendo i propri figli, spinta anche dal boom economico degli anni cinquanta e dalla novità della produzione di cibo industriale), la naturale logica dell’alimentazione venne rovesciata: dal mangiare per vivere, al vivere per mangiare… Mentre, sempre per lo stesso sentimento di rivincita, ci si orientava quasi esclusivamente sui cibi a più elevato contenuto calorico, ricchi di grassi, zuccheri a cortissima catena, proteine animali, e prodotti dell’industria alimentare (che in quegli anni non conosceva proprio la necessità di confezionare prodotti dietetici). Tali [...]













