La criminalità commessa da minorenni rappresenta un fenomeno complesso che intreccia dinamiche socio-economiche, relazionali e istituzionali.
Negli ultimi decenni in Italia si osservano variazioni nella tipologia e nella diffusione dei reati giovanili, nonché nella composizione della popolazione minorile coinvolta. Queste variazioni riflettono mutamenti culturali, digitalizzazione dei rapporti sociali e trasformazioni sociali post-crisi economica e post-pandemia di COVID-19. La sensazione diffusa mai mass media è però che vi sia un forte incremento di tale criminalità, con un allarmismo tale da sollecitare alcuni studiosi del settore ad intervenire nel dibattito per modificare alcune interpretazioni distorte. Tra questi, il prof. Cornelli, Criminologo dell’Università Statale di Milano, che più volte ha cercato di riportare le informazioni ad una lettura corretta dei dati statistici. Negli ultimi 25 anni si sono verificati cambiamenti demografici significativi in Italia: la percentuale di giovani nella popolazione complessiva è diminuita in modo marcato dal 1993 al 2023, passando da circa il 32 % al 22 % della popolazione totale per la fascia 0-24 anni, con cali soprattutto nelle grandi città italiane. [...]












