editoriali

La criminalità commessa da minorenni rappresenta un fenomeno complesso che intreccia dinamiche socio-economiche, relazionali e istituzionali.

Negli ultimi decenni in Italia si osservano variazioni nella tipologia e nella diffusione dei reati giovanili, nonché nella composizione della popolazione minorile coinvolta. Queste variazioni riflettono mutamenti culturali, digitalizzazione dei rapporti sociali e trasformazioni sociali post-crisi economica e post-pandemia di COVID-19. La sensazione diffusa mai mass media è però che vi sia un forte incremento di tale criminalità, con un allarmismo tale da sollecitare alcuni studiosi del settore ad intervenire nel dibattito per modificare alcune interpretazioni distorte. Tra questi, il prof. Cornelli, Criminologo dell’Università Statale di Milano, che più volte ha cercato di riportare le informazioni ad una lettura corretta dei dati statistici.  Negli ultimi 25 anni si sono verificati cambiamenti demografici significativi in Italia: la percentuale di giovani nella popolazione complessiva è diminuita in modo marcato dal 1993 al 2023, passando da circa il 32 % al 22 % della popolazione totale per la fascia 0-24 anni, con cali soprattutto nelle grandi città italiane. [...]

La comunicazione deve essere etica o anche no? Un sillogismo per la comunicazione

Pochi (ma qui il pronome è un eufemismo) potrebbero sostenere che il sistema sillogistico aristotelico, che ha consentito la nascita della logica formale (disciplina delle scienze logico-matematiche), sia uno strumento ragionativo inutile, o, peggio, fuorviante. All’opposto, si tratta proprio di quel meccanismo ragionativo, che salvaguarda da ogni possibile formulazione linguistica in chiave retorica o sofistica, impedendo utilizzi strumentali del codice linguistico. Il sillogismo consiste di due premesse e una conclusione. La prima premessa detta “maggiore” deve infatti avere carattere di universalità talmente evidente da essere oggettivamente inconfutabile, mentre la seconda premessa viene detta “minore”, poiché non fa altro che individuare con altrettanta evidenza un singolo elemento all’interno dell’insieme di elementi individuato dalla maggiore. Da tale operazione emerge quindi, in base alla cogenza logica, una chiarificazione, che, se non ha il carattere di novità di una vera e propria scoperta, ottiene in modo potente e inequivocabile la connessione tra il singolo elemento emerso nella premessa minore [...]

Ma perché Lilly Gruber non ha invitato anche uno scienziato per rispondere a Nordio?

Nella recente puntata di otto e mezzo, in cui Lilly Gruber ha trattato l’infelice opinione del ministro Nordio, secondo cui l’uomo maschio “nel suo subconscio, nel suo codice genetico, trova sempre una certa resistenza (a riconoscere la parità di genere)” non sono stati invitati scienziati che avrebbero potuto chiarire veramente come stanno le cose. Infatti, se Nordio ha correttamente parlato di una millenaria sedimentazione culturale che ha sancito nell’inconscio collettivo maschile la superiorità del maschio, ha totalmente straparlato quando ha tirato in ballo il Dna. A tal proposito bisogna però, non limitarsi a notare l’infondatezza scientifica di tale osservazione, ma spiegarla come le contemporanee neuroscienze sono ormai in grado di fare. Per esempio, chi volesse sostenere la correttezza scientifica della tendenza alla prevaricazione maschile poiché intrinseca alle caratteristiche fisiche del maschio, la cui corporatura è risultata attraverso la selezione naturale di maggior forza, ai fini di garantire la sopravvivenza della specie, deve fare i conti [...]

France 24, legge Duplomb: vincono le lobby dei pesticidi

Fino a ieri unica tra i Paesi dell’Unione a non ammettere l’impiego dell’Acetamiprid, il parlamento francese ha ceduto alle pressioni delle lobby dei pesticidi, e ha approvato la legge proposta dal senatore Duplomb, che ne autorizza l’uso. Crolla così l’ultimo esempio di virtuosa autodeterminazione di un paese europeo, che, responsabilmente, non si allineava all’utilizzo di prodotti altamente pericolosi per la salute umana. Vale infatti la pena di sottolineare quanto sia diverso il caso in cui un singolo paese dell’UE non ottemperi al dovere di armonizzarsi a leggi europee che tutelano la salute e l’ambiente, rispetto al caso in cui un paese appartenente all’Unione eserciti legittimamente, e ben più che responsabilmente, il proprio diritto a vietare l’utilizzo di una molecola pericolosa (quale l’Acetamiprid, che provoca leucemia soprattutto nei bambini), nonostante che il parlamento europeo ne abbia autorizzato con irresponsabile lassismo l’impiego, scegliendo di non allinearsi a considerazioni non condivise. Per fare un esempio in proposito, che [...]

IL PRIMATO DELL’OZIO

Bisogna ormai inesorabilmente prendere atto che l’attività maggiormente produttiva sia l’ozio. Stiamo ovviamente parlando del sistema nervoso centrale dell’uomo, ossia il cervello, in cui (le più recenti rilevanze delle neuroscienze lo dimostrano) la maggior parte delle sinapsi avvengono quando il cervello è “a riposo”, ovvero in quei momenti in cui il soggetto pensante, non sta ponendo limiti alla spontanea fisiologia endocranica. In sostanza, la cosa peggiore che si può fare, quando si è di fronte a una problematica cruciale, è quella di costringere la neocorteccia cerebrale a concentrarsi solo sullo specifico compito di cercare la soluzione solo mediante gli strumenti coscienti in quel momento disponibili al cervello, sequestrando così ogni eventuale altra opportunità di contatto con altri “scenari mentali”, non solo potenzialmente proficui, ma spesso perfino risolutori del problema che si vorrebbe risolvere… Infatti, basti pensare a come i sogni abbiano il potere di proporsi alla nostra mente con caratteristiche di novità spesso sorprendenti e [...]

TEATRORTAET

Se le conseguenze dell’aristotelismo nei secoli sono state quelle di stabilire solide certezze, che hanno spesso procurato non trascurabili danni alla cultura fino ai giorni nostri, a partire dagli anni sessanta del secolo scorso, le arti dello spettacolo (si ricordi in particolare il film di Alain Resnais “L’anno scorso a Marienbad”, Leone d’Oro, Venezia, 1961), mediante scenografie di stile teatrale, hanno iniziato a scalfire tale roccaforte di certezze, almeno per quanto riguardava certi orientamenti delle ancora giovani scienze psicologiche. Ciò che viene messo in crisi, in ordine alla tesi sartriana “l’esistenza precede l’essenza”, è anche l’ontologia platonica (non meno perniciosa delle categorie aristoteliche), alla quale Ignacio Matte Blanco darà poi il colpo finale, allargandosi oltre la stessa psicoanalisi freudiana. Ma è il teatro, che, per propria natura, veniva a trovarsi in posizione particolarmente privilegiata a raccogliere la sfida della destrutturazione delle certezze, e della ricerca della interazione dei ruoli tra attori e spettatori, fino a [...]

Jung aveva ragione

Le moderne neuroscienze stanno continuamente facendo affiorare genio e abbagli di scienziati e filosofi del passato. Già nel 1995 il neurofisiologo portoghese Antònio Damàsio pubblicava “L’errore di Cartesio”, cui faceva seguito nel 2003 il suo altro saggio, che, nell’edizione francese titolava: “Spinoza avait raison”. Infatti Damàsio dimostra come la coscienza nell’uomo appartenga al pensiero come fattore bio-ontologico, ovvero, essendo sostanzialmente connaturata alla psiche, non necessiti di alcuna dimostrazione logico-filosofica per determinarsi. Più recentemente Mauro Maldonato, Alberto Oliverio e Anna Esposito hanno pubblicato uno studio che sembra dimostrare quanto Carl Gustav Jung aveva intuito: è nella parte istintiva della nostra psiche, che il grande psicologo individua con il termine “Ombra”, ove risiede la potenza creativa, la quale può proficuamente collaborare con la nostra coscienza razionale. Oggi sappiamo che gli istinti sono gestiti nella parte maggiormente arcaica dell’encefalo, ovvero quella che, nella filogenesi si è sviluppata appena sopra il tubo neurale primitivo, che nell’uomo ha dato luogo [...]

MAMMA EUROPA

Dopo lo scandalo di Bruxelles non si potrà più dire che in Europa non succede nulla, che non vale la pena impegnarsi. Dal maggio 2019 è successo di tutto: la ferita della Brexit, la pandemia, la guerra, la corruzione. E l’Europa ha potuto fare solo una cosa: trasformarsi profondamente e finalmente tendere la mano ai propri cittadini “Continuo a credere nell’Europa” lo scrive di pugno dedicandomi il suo ultimo saggio Elisabetta Gualmini, ordinaria in Scienza Politica presso l’università di Bologna, già vicepresidente della regione Emilia Romagna, nonché europarlamentare diessina. Una dichiarazione di fede che emerge da conoscenza diretta, per aver lavorato vissuto e all’interno del cuore pulsante del Parlamento Europeo le vicende che ne hanno determinato una radicale metamorfosi politico-gestionale. Il titolo del libro, spiega l’autrice, è dovuto appunto al fatto che “l’Europa in questi anni si è profondamente trasformata, da matrigna, da Europa cattiva, iperburocratica, ha trovato una sua anima e ha cambiato passo, [...]

Parli da solo per strada? sei da rinchiudere.

Lo scenario si è ormai ubiquitariamente consolidato. Basta uscire per strada e quasi tutte le persone che si incontreranno saranno concentrate sul loro cellulare con l’espressione di quelli che stanno facendo qualcosa di vitale e improcrastinabile importanza. Sull’autobus o in treno tutti. La socialità (e ancor più la socializzazione) offline è morta. Si vive quindi una realtà distopica, in cui tutto viene filtrato, banalizzato, strumentalizzato, dalle orecchie e da tutti gli altri tecnologici sensi del “piccolo-grande fratello” che teniamo in tasca. Lo consideriamo sacro, tanto che volentieri affidiamo a “lui” ogni nostro segreto. Zygmunt Bauman, in una sua famosa conferenza sulla felicità, ha rivelato perché in una società in cui si diventi totalmente indipendenti dall’altrui presenza, non si possa essere autenticamente felici. Il Grande di Stagira (Aristotele), già nel terzo secolo a.e.v., rivelò agli uomini le fondamentali caratteristiche (oggi possiamo dire neurobiologiche) della loro natura intrinsecamente sociale. Ma, la tecnologia, dandoci la tentacolare illusione di [...]

IL COMPLICATO RAPPORTO TRA MASS MEDIA E SALUTE MENTALE: MAI IN PRIMA PAGINA SUI GRANDI GIORNALI

Si è svolta ieri a Verona, 18 novembre, nel pressoché completo disinteresse dei media locali e regionali la seconda Conferenza Regionale sulla Salute Mentale. Si è trattata della prima tappa di un percorso che auspicabilmente porterà entro il prossimo anno a ridefinire le linee di indirizzo che reggono la legislazione regionale in tema di salute mentale. L’assetto normativo attuale si basa sul progetto Obiettivo Regionale del 2010-2012, che dovrà essere riattualizzato alla luce dei profondi cambiamenti sociali, economici, politici e sanitari che sono avvenuti nel corso degli ultimi dieci anni e che durante il triennio pandemico hanno ricevuto un’accelerazione vorticosa. Si tratterà di ridisegnare la salute mentale della nostra regione per (almeno) i prossimi 10-15 anni. L’ultimo evento preparatorio di questo tipo aveva avuto luogo proprio a Verona nel 2008. La Conferenza di ieri si è tenuta nell’auditorium del palazzo della Gran Guardia, alla presenza di quasi settecento persone, tra operatori del settore, utenti dei [...]