Dal Gran Tour al Green Tour

A cominciare dal XVII secolo i giovani aristocratici europei, al fine di completare la loro cultura, partivano per un lungo e tranquillo giro – della durata di qualche mese, o qualche anno – che trascorrevano tra ozi letterari e piaceri vari, facendo tappa nelle più importanti città d’arte italiane, alle quali si aggiungevano spesso Atene e le Piramidi, dando origine alla moda del Gran Tour. Il Gran Tour, che tante opere artistiche e letterarie ha ispirato, diventò presto segno distintivo, che consentiva a quei giovani di essere ovunque prestigiosamente accolti in seno al loro ambiente, condividendo con altri appartenenti alla loro stessa classe sociale le proprie esperienze.

L'avvocato Enrico Specchio
L’avvocato Enrico Specchio

Nel secondo dopoguerra, quando spostarsi in aereo, o con auto di grossa cilindrata, scendendo sempre negli hotel di maggior prestigio, era ancora appannaggio di pochi, si poterono forse registrare per alcuni decenni, nel jet set internazionale i postumi della moda del Gran Tour, tanto che negli anni ’60-’70 molti modelli di auto alla moda si fregiavano appunto della dicitura “Gran Turismo”.

Tuttavia la madre del redattore del presente articolo (nata nel 1922) era solita ricordare, come evento decisamente eccezionale, il viaggio in bicicletta – in quegli stessi anni ’60 – da Londra alla riviera ligure, di un suo ex compagno di università britannico, che era coraggiosamente sceso fino al Mediterraneo, facendo affidamento sulla propria forza muscolare, per concedersi una vacanza nella nostra penisola, ed era passato a salutarla.

Molti fattori della realtà contemporanea, che sarebbe qui inutile elencare, hanno radicalmente trasformato il concetto di Gran Tour,mentre si può oggi scegliere tra molte tipologie di vacanza, una delle quali è basata sullo spirito di quel “matto” di Michael Wern, che un giorno venne dall’UK a trovare mia madre in bicicletta…

Sono stati gli anglosassoni e gli scandinavi a organizzare per primi infrastrutture e modelli per il cicloturismo, che, dalle nostre parti, purtroppo, ancora “ce li sogniamo”…

Infrastrutture, intermodalità, servizi in aree attrezzate sono oltralpe la regola per il cicloturista, ma da quelle parti la regola è anche l’impiegata che in un qualunque giorno dell’anno, prima di andare in ufficio, passa ad accompagnare i figlioletti a scuola in bici (o anche nel trasportino con bandierina all’asilo), anche sotto la pioggia gelida, tutti ben attrezzati con ottime mantelle, e, arrivati a destinazione, tutti (incluse le signore affezionate ai tacchi a spillo) trovano la possibilità di cambiarsi agevolmente per iniziare la giornata professionale.

La sala gremiita di pubblico
La sala gremiita di pubblico

Un modo di vivere decisamente diverso dal nostro, che fa guadagnare in salute. Qui da noi a salvarci è ancora la dieta mediterranea (per chi correttamente la segue), ma la sedentarietà sta accorciando di cinque anni la vita dei nati oggi, rispetto alla speranza di esistenza dei loro genitori.

La regione Veneto lo ha capito bene, e nell’interesse di tutti ha promosso il progetto Green Tour.

Coordinatore del progetto è l’avvocato Enrico Specchio, dirigente dell’Unità complessa Demanio e patrimonio, presso la Regione Veneto.

“Green Tour si articola su due assi – ha rilevato Specchio, nel corso di un incontro promosso da Renzo Lotto, sindaco di Grisignano di Zocco, al fine di far conoscere il progetto agli imprenditori e a tutti gli stakeholders interessati alla ciclabile Treviso-Ostiglia (dorsale numero uno) dei dieci comuni della provincia di Vicenza attraversati dalla ciclovia -: il primo, naturalmente è l’asse della mobilità, ma si può dire che, il secondo, cioè quello orientato alla salute umana e alla prevenzione delle patologie di maggior impatto, conseguenti a stili di vita poco corretti, caratterizzi il progetto Green Tour in maniera ancor più significativa. Duecentoventuno comuni (per un totale di due milioni e mezzo di abitanti) sono interessati dalle dorsali, che costituiscono gli 800 chilometri di ciclabili, vie pedonali, ippovie, e vie navigabili, da mettere in rete, per offrire un prodotto turistico moderno in linea con gli standard europei”.

Ecco i principali connotati del progetto di completamento della Treviso-Ostiglia e del progetto “Green Tour – Verde in movimento”:
– realizzazione di opere orientate alla creazione di infrastrutture, verde, e rigenerazione territoriale nei punti in cui le vie confluiscono in punti nodali di interscambio;
– riqualificazione territoriale ove il verde è stato ferito dalla costruzione di capannoni (diversi dei quali sono poi stati abbandonati a causa della crisi economica) mediante la generazione del bosco “Clorofilla”;
– progetto strategico partecipato sul territorio, secondo lo spirito della Legge regionale urbanistica, tenendo conto anche delle osservazioni giunte da parte degli amministratori locali, che hanno fornito loro suggerimenti.

Il tutto per un importo complessivo di circa sessanta milioni di euro.

In primo piano Renzo Lotto, sindaco di Grisignano di Zocco, organizzatore del corso di aggiornamento per gli stakeholders Green Tour per la dorsale Treviso-Ostiglia
In primo piano Renzo Lotto, sindaco di Grisignano di Zocco, organizzatore del corso di aggiornamento per gli stakeholders Green Tour per la dorsale Treviso-Ostiglia

Oltre che, naturalmente, sotto il profilo morale, ne vale la pena anche dal punto di vista economico, siccome è il turista che si muove lentamente sul territorio, quello che più facilmente vi si ferma per assaporarlo meglio, ed è disposto a spendere anche in aree prima considerate marginali sotto il profilo turistico.

Il cicloturismo è oggi sempre di più segmento in crescita, nonché l’unico che possa incrementare ulteriormente la già florida industria turistica veneta.

I percorsi Green Tour sono inoltre palestre a cielo aperto, ed è per questo, che, in collaborazione con le Ulss, la regione ha programmato la promozione di attività fisica. Infatti, secondo uno studio dell’Organizzazione mondiale della sanità, se tutti i veneti facessero quotidianamente solo mezzoretta di camminata a ritmo regolare e costante, si realizzerebbe un risparmio in termini di spesa sanitaria di 53 milioni di euro nei primi 10 anni vita del percorso.

Inoltre, con le Ulss sono stati messi a punto anche i “menu della salute Green Tour”, destinati al cicloturista ospite, ma anche alla popolazione locale e alle scuole.

la pagina web istituzionale del progetto si trova all’indirizzo:

http://www.veneto.eu/progetto-green-nature?uuid=2c20e5b4-a8b9-40e4-85a6-3bb2f74d3445

Redazione

La redazione di Scienzaveneto.it