FRANCE 24: Tonnellate di pesticidi presenti nelle nuvole: inquinamento senza confini

In occasione di uno studio condotto in Auvergne, in campioni raccolti dalle nuvole sulla cima del Puy de Dôme (1.464 metri), sono state rinvenute concentrazioni che hanno consentito di calcolare che vi fossero dalle 6 alle 140 tonnellate di pesticidi – tra cui alcuni principi attivi vietati – che possono ancora viaggiare e diffondersi in aree lontane attraverso la pioggia o la neve.

E’ infatti tra l’estate del 2023 e la primavera del 2024, che ricercatori del Laboratorio di Meteorologia Fisica dell’Università di Clermont-Ferrand, con il supporto di una collega italiana, hanno prelevato campioni di “acqua di nuvola”.

Sono state così identificate 32 sostanze chimiche, tra cui fungicidi, insetticidi, erbicidi, biocidi e poi prodotti di degradazione, ovvero molecole derivanti dalla trasformazione dei pesticidi nell’ambiente. E in due dei campioni prelevati, la concentrazione totale ha superato il limite di tolleranza europeo per l’acqua potabile.

Tra le sostanze analizzate ve ne sono molte vietate in Europa, anche da decenni, come gli erbicidi trazinici. Ciò significa che tali pesticidi hanno probabilmente viaggiato da molto lontano, da regioni del mondo in cui sono ancora utilizzati, e, che, probabilmente, sono ancora usati illegalmente in Europa.

Ma è anche possibile che si siano accumulati nell’acqua piovana, nel corso degli anni, e ciò dimostrerebbe quanto siano pericolosamente persistenti nell’ambiente.

Le sostanze tossiche e cancerogene presenti nelle nuvole, attraversando gli spazi, possono poi depositarsi al suolo attraverso la pioggia e la neve, non solo nei campi, ma anche in aree in cui non vi è attività agricola.

In Auvergne, la ricercatrice italiana Angelica Bianco, una tra gli autori di del recente studio, rileva che, conoscendo i gravi effetti dei pesticidi sulla biodiversità e sulla salute umana (in particolare cancerogenesi, disturbi endocrini, e disturbi neurologici), la pioggia contaminata da fitofarmaci risulta un ulteriore elemento di grande preoccupazione per la salute e l’ambiente.

In particolare nei bambini, gli impatti dei pesticidi sulla salute sono tristemente molto ben documentati. Ma si tratta di una forma di inquinamento in grado di colpire interi ecosistemi, in cui, molte specie vegetali e animali sono già indebolite dai cambiamenti climatici, risultando così una tra le principali cause del declino della biodiversità.

Sono gli insetti impollinatori, e, anche, in particolare, anfibi e pesci, a essere particolarmente vulnerabili quando entrano in contato con fitofarmaci. La recente indagine francese indica che il trasporto di pesticidi tramite la pioggia potrebbe comportare quindi una sempre maggior moria di insetti, già oggi rilevabile anche in aree come, per esempio, le foreste tropicali della Costa Rica, in cui tali sostanze chimiche non vengono utilizzate. Pertanto, gli autori dello studio, rilevano quanto sia ormai indispensabile implementare un monitoraggio regolare e su larga scala dei pesticidi presenti nell’aria e nell’acqua piovana, e rafforzare le normative in materia di tutela ambientale.

Redazione

La redazione di Scienzaveneto.it