Chirurgia rigenerativa e ricerca: le continue scoperte di Gino Rigotti

“Tutto è iniziato nel 2000, con una paziente mastectomizzata, alla quale praticavo innesti di grasso autologo per correggere piccoli difetti dopo la ricostruzione protesica della mammella. Si trattava di una ragazza che a sedici anni era stata colpita da linfoma di Hodgkin: irradiata “a mantellina” mostrava importanti danni da radioterapia nella regione sovraclaveare, per una severa scheletrizzazione della cute, notevolmente assottigliata a causa della scomparsa degli strati sottostanti. – Perché non prova a mettermi un po’ di grasso anche qui? – Tutto sommato non era una brutta idea, e le ho quindi infiltrato il grasso anche in quei punti”… confessa serenamente Rigotti, che abbiamo intervistato presso la sua residenza nel cuore della Valpolicella. Così, un po’ per serendipità, si è visto che, a parte il proficuo risultato estetico conseguente al riempimento, sono scomparse le telangectasie, e la giovane paziente ha riferito di non avvertire più né dolore né bruciore nella zona interessata. Da quel momento [...]

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