medicina e salute

Fondazione Locavori: a causa delle cattive abitudini alimentari le prime generazioni della nostra storia in cui i figli hanno un’aspettativa di vita in buona salute inferiore a quella dei genitori

SOMMARIO: Un cittadino su tre soffre di una malattia cronica non trasmissibile ogni famiglia è quindi potenzialmente sensibile al problema “cibo e salute”, senza parlare di quelle in cui sono presenti bambini, che rappresentano il circa il 43% del totale; NECESSARI SUBITO INTERVENTI DIETETICI STABILI E DI LUNGO PERIODO: L’informazione e la formazione del cittadino/consumatore costituiscono il secondo valore aggiunto al prodotto, dopo la qualità nelle sue declinazioni; e l’azione informativa e formativa deve essere costante e durare nel tempo, allo scopo di tenere viva l’attenzione del cittadino su ciò che mangia, e di orientarlo verso un consumo gradevole e non di tipo “terapeutico” o “modaiolo”; INTERVENTI CONCRETI SUL TERRITORIO GESTITI IN ACCORDO TRA CENTRI DI RICERCA, AMMINISTRAZIONI LOCALI, SOCIETÀ SPORTIVE, FARMACIE, HANNO GIÀ DATO RISULTATI MOLTO PROMETTENTI: Anche in Italia l’abbandono della dieta mediterranea ha come conseguenza il dilagare delle malattie croniche non trasmissibili, e la drastica riduzione dell’aspettativa di vita in buona salute [...]

DEGLI INNOCENTI (FONDAZIONE LOCAVORI): “LE CICLABILI E I SENTIERI SONO LA SEDE IDEALE PER LA REGIA DI PROGETTI INTEGRATI TRA SALUTE E CULTURA; E LA RMI METTE FINE ALLE BUFALE SULL’ORIGINE DEI PRODOTTI ALIMENTARI”

La Fondazione Via dei Locavori – Onlus, è finalizzata all’offerta di “ricette” per mettere in pratica la difesa della salute umana e del territorio, senza esclusione di alcun aspetto, avvalendosi delle tecnologie diagnostiche non invasive di ultima generazione disponibili presso il Dipatimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell’università di Verona, diretto dal professor Andrea Sbarbati, e dei più recenti risultati scientifici maturati in fatto di metabolomica. Solo partendo da considerazioni estremamente semplici, ma che purtroppo oggi non sono più così evidenti, a causa delle alterazioni che l’attività antropica dell’era industriale ha operato sul territorio e sulle naturali abitudini umane, è possibile ritrovare il completo equilibrio tra uomo, alimenti e territorio (al di là degli slogan pubblicitari, o delle mode proposte da innumerevoli gruppi, che oggi pretendono di essere unici depositari di verità assolute in fatto di alimentazione). A tale scopo va considerato che l’alimentazione, lo stile di vita e l’ambiente in cui viviamo hanno un [...]

Le api possono aiutarci a svelare i segreti del nostro cervello

Pensare alle api in una colonia come ai neuroni in un cervello può aiutare alla comprensione dei meccanismi alla base del comportamento umano. Una colonia di api può essere considerata come un super-organismo composto da migliaia di insetti che rispondono all’unisono a stimoli esterni, proprio come le cellule di un organismo e i neuroni del cervello rispondono alle tante sollecitazione che provengono dall’ambiente. In un recente studio (https://www.nature.com/articles/s41598-018-22616-y) condotto dall’Università di Sheffield e dall’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR italiano, Andreagiovanni Reina e colleghi mostrano come le colonie di api potrebbero rispondere a stimoli esterni in maniera molto simile a come fanno organismi con maggiori capacità cognitive, inclusi gli esseri umani. Questa somiglianza permette di tracciare precise corrispondenze tra le interazioni tra api responsabili del comportamento del super-organismo e i meccanismi neurali alla base della cognizione, e quindi di identificare dei meccanismi generali alla base del comportamento umano e non. Il punto [...]

Il semplice compito di schiacciare un pulsante produce uno stimolo che attiva simultaneamente 40 aree cerebrali diverse

Una delle innovazioni principali nel campo delle Neuroscienze e’ la recente tecnica dell’optogenetica che permette di attivare in modo selettivo gruppi specifici di neuroni. Questo metodo ha grandi potenzialita’ perche’ permette non solo di ‘correlare’ attivita’ nervosa con stimoli, risposte, o comportamenti cognitivi, ma permette direttamente di stimolare il cervello e osservare gli effetti di tale stimolazione. Questa tecnica ha grandi potenzialita’ per capire le anormalita’ di circuito che sono la probabile causa di disturbi psichiatrici e dello sviluppo cognitivo, che rappresentano la grande maggioranza delle patologie del cervello [n.d.r. piu’ del 75-80% delle patologie del cervello sono psichiatriche]. Il professor Corbetta non ha dubbi: “non credo alle grandi teorie, credo alle teorie locali che spiegano cose locali; se prendiamo per esempio bambini con autismo, non credo che riusciremo mai a curarli basandoci su una teoria globale dell’autismo”. Diagnosticare su base sindromica significa ricondurre dei sintomi (syn-dromé in greco antico significa letteralmente confluenza) a un [...]

Come nascono le idee? e un centro di ricerca di massimo livello?

Tutti coloro ai quali è capitato di avere un “colpo di genio”, o magari anche una semplice idea abbastanza brillante da risolvere un’impasse quotidiana, lo sanno bene: dopo esserci stati a pensare sopra infruttuosamente per un bel pezzo, appena rilassati, durante una pausa, o un momento di particolare relax (splendido il momento della doccia dopo l’attività sportiva che ha scaricato la tensione), l’idea è arrivata da sola. Reazione autoreferenziale tipica: – ma che stupido! come ho fatto a non pensarci prima… Insomma, il nostro cervello può essere più “intelligente” quando è allo sbando, piuttosto che sotto il nostro rigoroso, attento, controllo analitico e metodologico? La risposta è evidentemente affermativa, ma perché? I motivi sono diversi. Pensare ossessivamente a qualcosa che non ha soluzione (come, per esempio, quando ci si trovi in condizioni in cui non si ha liberta di agire per cause di forza maggiore) è stressante, ciò implica che dopo un certo periodo di [...]

Chirurgia rigenerativa e ricerca: le continue scoperte di Gino Rigotti

“Tutto è iniziato nel 2000, con una paziente mastectomizzata, alla quale praticavo innesti di grasso autologo per correggere piccoli difetti dopo la ricostruzione protesica della mammella. Si trattava di una ragazza che a sedici anni era stata colpita da linfoma di Hodgkin: irradiata “a mantellina” mostrava importanti danni da radioterapia nella regione sovraclaveare, per una severa scheletrizzazione della cute, notevolmente assottigliata a causa della scomparsa degli strati sottostanti. – Perché non prova a mettermi un po’ di grasso anche qui? – Tutto sommato non era una brutta idea, e le ho quindi infiltrato il grasso anche in quei punti”… confessa serenamente Rigotti, che abbiamo intervistato presso la sua residenza nel cuore della Valpolicella. Così, un po’ per serendipità, si è visto che, a parte il proficuo risultato estetico conseguente al riempimento, sono scomparse le telangectasie, e la giovane paziente ha riferito di non avvertire più né dolore né bruciore nella zona interessata. Da quel momento [...]

Un nuovo universo per la neurologia

La scienza fa maggiori progressi proprio quando si generano tra i ricercatori contrasti e perplessità conseguenti a nuovi risultati in disaccordo con le precedenti teorie. Ma, nella storia della scienza talora accade che prevalga una di due tesi contrapposte, solo perché viene successivamente dimostrata, come nel caso della famosa diatriba tra Golgi e Cajal, i quali, evidenziando, ciascuno col proprio metodo di colorazione le reti nervose, ricevettero il Nobel nel 1906. Entrambi. Nonostante fossero in antitesi, poiché all’epoca era impossibile verificare che fosse Cajal ad avere ragione. Infatti con i sali d’argento di Golgi i nervi apparivano in struttura reticolare continua come fili elettrici collegati tra loro (e ciò risultava molto logico, essendo ormai chiaro che i nervi fossero dei conduttori); mentre col metodo di Cajal (effettivamente più raffinato) si riuscivano a distinguere i singoli neuroni in contiguità, ovvero interrotti da un piccolo spazio (oggi noto come intersinaptico), che all’inizio del ‘900, non poteva che [...]

Non è vero che sono solo destinati a diminuire: i neuroni “rinascono” a tutte le età

Ai tempi di Camillo Golgi e Ramòn y Cajal vi era ancora incertezza sull’ipotesi che le cellule nervose fossero o meno unite in una rete, ed è perfettamente comprensibile che la loro tanto marcata differenziazione rispetto alle cellule di qualsiasi altro tessuto, e la loro particolarissima distribuzione inducessero a pensare che dovessero essere insostituibili. Ma la stessa opinione resisteva ancora nel 1988 (quando si riponevano grandi speranze nella scoperta del Fattore di accrescimento dei nervi – Ngf, che nell’anno precedente portò al Nobel, Rita Levi Montalcini). Opinione che confermavamo tranquillamente su “Il Sole 24 Ore” in occasione di una intervista a Guglielmo Scarlato, allora direttore della Clinica neurologica dell’Ospedale Maggiore di Milano. In quel periodo, Scarlato, che era uno dei più stimati neurologi sul panorama internazionale, stava infatti lavorando a una sperimentazione, la quale avrebbe dovuto portare alla possibilità di impianti di cellule e Ngf nell’uomo. Infatti, ottimi risultati in tal senso erano già stati [...]

Radicchio di Verona? un ottimo tranquillante

C’era una volta un filosofo di nome Ludovico Feuerbach che accusava Hegel di aver operato, col suo assoluto idealismo, un assurdo rovesciamento: “Hegel ha posto l’uomo sulla testa, io lo riporto sui propri piedi”. Oggi, che si simpatizzi per la sinistra hegeliana di Feuerbach, o per l’idealismo radicale, non c’è dubbio che nell’immediato secondo dopoguerra (quando la generazione che aveva vissuto il conflitto tendeva a rifarsi della penuria alimentare subita, mangiando più del necessario, e ipernutrendo i propri figli, spinta anche dal boom economico degli anni cinquanta e dalla novità della produzione di cibo industriale), la naturale logica dell’alimentazione venne rovesciata: dal mangiare per vivere, al vivere per mangiare… Mentre, sempre per lo stesso sentimento di rivincita, ci si orientava quasi esclusivamente sui cibi a più elevato contenuto calorico, ricchi di grassi, zuccheri a cortissima catena, proteine animali, e prodotti dell’industria alimentare (che in quegli anni non conosceva proprio la necessità di confezionare prodotti dietetici). Tali [...]