editoriali

LA DAD: PROBLEMATICHE DI PROSSEMICA, TRANSFERT, NEUROANATOMIA

Si fa un gran parlare dei problemi che la Dad comporta, si ripetono ovvietà, si rilevano problematiche di tipo tecnologico, o che riguardano l’atteggiamento poco responsabile dei ragazzi, o quelle inerenti alla difficoltà dei docenti a ottenere un feed-back efficace dagli alunni attraverso espressioni rivelate da quei loro piccoli volti distribuiti sul monitor del computer della scuola. Oppure si afferma genericamente a gran voce: “ma comunque non può essere la stessa cosa delle lezioni in presenza!”. Non mi pare che finora nessuno abbia mai individuato chiaramente il vero problema, il vero valore aggiunto della presenza rispetto alla distanza. Si chiama prossemica. E non si tratta solo del pur rilevante valore del contesto, o di quello della opportunità di cogliere l’espressione smarrita di un alunno che a un certo punto ci fa interrompere una spiegazione per fare un passo indietro, capendo che i concetti espressi vanno anche illustrati con uno schema sulla lim (o lavagna che [...]

IL TERMOMETRO IN AEROPORTO NON SERVIVA A UN BEL NIENTE: UNA BELLA LEZIONE, MA IMPAREREMO MAI?

L’Italiano (apposta lo scriviamo con la maiuscola, anche se non stiamo parlando della lingua italiana, ma proprio dell’aggettivo sostantivato che intende il cittadino italiano medio) è il più intelligente del mondo. Si sa… Non a caso si è meritato l’appellativo giornalistico di “italiota” splendida fusione (in francese “mot-valise”, “parola-valigia”) tra italiano e idiota, un tempo più utilizzata, anche da un certo numero di persone che si distaccavano dalla schiera di questi maestri d’intelligenza, persone oggi, purtroppo, sempre più rare… Infatti i social hanno favorito una tale proliferazione di italioti, che ormai l’informazione (per chi avesse ancora dubbi, tra chi ha buonsenso, senza pretendere di avere genio autoreferenziale assoluto) pervade talmente il tessuto sociale, che la pretesa di saper interpretare tutto di testa propria, spazia tra le fasce sociali, dal lavapiatti a chi, con più o meno chiara formazione culturale, e con evidente mancanza di modestia e di esperienza gestionale, ottiene potere politico. E allora giù commenti [...]

LE CAUSE DELLA CARENZA RICETTIVA DELLE TERAPIE INTENSIVE, DEL CROLLO DELLA BORSA E DELLA CULTURA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

E’ nei momenti critici che affiorano carenze che nella moderna società civile non dovrebbero esistere nel modo più assoluto. “Lo sciame virale che sta attraversando la popolazione della Terra” – per dirla con le parole di Ilaria Capua (cfr. l’edizione online de: “Il Corriere della Sera” Cronache, 7 marzo 2020) – potrà riservarci sorprese che non possiamo prevedere”. Ma ciò che in un paese civile dotato di un moderno ed efficiente sistema sanitario, la possibilità che uno sciame del genere possa arrivare, è fatto assolutamente prevedibile, e non è ammissibile che possa cogliere tanto impreparati, almeno per quanto riguarda le carenze strutturali. Andando a vedere che cosa abitualmente le terapie intensive devono gestire, si vedrà che molti posti letto sono occupati da malati di cancro. Ma quanti sono ogni giorno le nuove diagnosi di cancro e le quotidiane morti a causa di questa patologia tanto terribile, quanto ormai accettata come scomoda inesorabile minaccia? e quali [...]

E il bosone-“principio di tutte le cose” dà valore all’arte

Generalmente non lo si pensa, prevalentemente perché chi non sia scienziato, artista, o filosofo, difficilmente ne ha consapevolezza. Ma quando ci si trovi ad affrontare le problematiche basilari più profonde della conoscenza – come ha rilevato Guido Tonelli(*) nel suo libro “La nascita imperfetta delle cose” – si è soli. E non nel senso attenuato traducibile nella locuzione “ci si sente soli” bensì si è soli. Qualcuno potrebbe obbiettare che l’uso del plurale contrasti con il concetto di solitudine… non è così: il plurale è d’obbligo in quanto al mondo ci sono diversi veri scienziati, filosofi, artisti (sebbene rappresentino una piccolissima percentuale di umanità), ma ciascuno di essi, quando si confronta direttamente con il proprio campo investigativo viene preso tanto dal fuoco sacro della ricerca, quanto dall’angosciante sconforto dovuto al fatto di doversi misurare, armato unicamente del proprio pensiero e delle proprie conoscenze, con gli interrogativi più ardui da affrontare: quelli dietro ai quali il [...]

Alimentazione e salute per tutti: nutrizionista e cuoco alleati per il benessere (dieta corretta e gradevole) dei cittadini del Camposampierese

Con il patrocinio della Federazione dei Comuni del Camposampierese in occasione della Festa dei Mussi di Trebaseleghe verrà illustrata l’importante iniziativa “Alimentazione e salute per tutti”, orientata ai corretti stili di vita e promossa dalla Fondazione Via dei Locavori Onlus, che partirà a breve sul nostro territorio. I sindaci della Fcc hanno accolto positivamente la proposta dei ricercatori nutrizionisti della Fondazione Locavori (tutor anche di corsi di Formazione continua in medicina – basati sulle più recenti emergenze scientifiche in fatto di fisiologia del gusto che hanno recentemente riscontrato molto successo tra i medici). Tale proposta aderisce infatti perfettamente alla filosofia del Progetto regionale Green Tour, in quanto, secondo il Green Tour, le ciclabili come l’Ostiglia-Treviso devono essere occasione non solo di svago e attrazione di turismo lento, ma devono tendere soprattutto alla promozione della salute e dello sport, coinvolgendo tutti i cittadini che possono fruirne, a cominciare da coloro che si trovano in prossimità delle [...]

CORPO MORTALE, TRASPARENZE SIDERALI, MENTE SPECCHIATA: LA SCIENZA NACQUE DA ENERGIA ESTETICA

No, qui non si tratta ancora di inconscio, si potrebbe chiamarla “criptomemoria” del corpo. L’inconscio è una cosa intellettuale, viene dopo, sebbene poi si mescoli alla criptomemoria, e generi angosce e gioie nell’attuarsi delle sensazioni che producono la percezione estetica. Ma la mappa del corpo si autogenera e si implementa in quel connettoma neurale che chiamiamo cervello – e che solo molto molto tardi abbiamo pensato che potesse corrispondere al nostro io (mentre si attende ancora la conferma che sia veramente così, senza contare chi avanza ipotesi esternaliste più o meno “spinte” della coscienza). Ma torniamo al corpo e alla sua mappa: quella sì, è nel cervello. Senza il suo schema non sapremmo nemmeno fare un passo, anzi, neanche orientare correttamente il movimento finalizzato di un dito, ma si tratta di una memoria che non teniamo minimamente in considerazione, semplicemente per il fatto che è nascosta, e non viene mai inquisita dalla nostra consapevolezza (eccetto [...]

I segreti della conoscenza e del pensiero? Frammenti di memoria e Gist Memory

I vuoti di memoria sono un fenomeno comune a tutti, incluse quelle persone che hanno una memoria di ferro. L’affermazione appena scritta non è una semplice banalità per dire che chiunque può essere vittima di dimenticanze cruciali, bensì per rivelare che si è tutti portati a dimenticare particolari meno importanti rispetto ad altri maggiormente rilevanti, ma per favorire il naturale funzionamento fisiologico del nostro cervello. Senza quei vuoti di memoria non vi sarebbero infatti “frammenti di memoria”, e gli uomini non sarebbero dotati della facoltà di elaborare tali frammenti ricomponendoli in altri mosaici per formulare teorie; per applicare la conoscenza a situazioni nuove, o, più semplicemente, per ricucire i frammenti nel loro ordine, reintegrando una successione di fatti o di parole in seguito a un piccolo suggerimento che consentisse, nella defaillance mnemonica, di recuperare il frammento eventualmente disperso nell’oblio. Insomma la Gist Memory, ovvero la più solida conservazione degli elementi essenziali di uno studio o di [...]

Lancerotto, artista “top-down”

[…] tutte le «realtà» e le «fantasie» possono prendere forma solo attraverso la scrittura, nella quale esteriorità e interiorità, mondo e io, esperienza e fantasia appaiono composte della stessa materia verbale; le visioni polimorfe degli occhi e dell’anima si trovano contenute in righe uniformi di caratteri […]; pagine di segni allineati fitti fitti come granelli di sabbia rappresentano lo spettacolo variopinto del mondo… (Calvino, Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio in Saggi 1945-1985, a cura di Mario Barenghi Milano, Mondadori, collana I Meridiani, (tomo primo), 1995, p. 714). Naturalmente, quanto Calvino afferma, ed è qui sopra riportato grazie alla grande sensibilità letteraria di Daniela Anastasia (amica stimata, la quale ci ha fatto dono di un suo ricco contributo critico, che via via pubblicheremo nelle prossime uscite di Scienzaveneto, e dal quale estrapoliamo ora l’epigrafe), vale non solo per la scrittura, ma per ogni forma d’arte e di scienza. E, a pensarci bene, non [...]

Intelligenza artificiale e neurofisiologia: scenari inquietanti e “trappole” per la mente…

“Chi svilupperà la migliore Intelligenza Artificiale governerà il mondo”: parola di Putin (dichiarazione comparse sulla stampa ai primi di settembre 2017). In effetti, HAL 9000, il supercomputer di bordo della navicella Discovery, vero protagonista del film-cult di Stanley Kubrick “2001 Odissea nello spazio” (fantascienza nel 1968), aveva imparato autonomamente a leggere il movimento delle labbra degli astronauti e tradurlo in parole, per cui, avendo deciso di impadronirsi della missione sterminando l’equipaggio, riusciva agevolmente a spiarli col suo occhio elettronico, anche quando gli umani, scoperte le intenzioni criminali del robot, tentavano di parlarsi di nascosto. Ma qual è oggi lo stato dell’arte dell’intelligenza artificiale? ci stiamo avvicinando a una “singolarità tecnologica” (https://it.wikipedia.org/wiki/Singolarit%C3%A0_tecnologica) con “tracce di coscienza” embedded? Ferma restando l’impossibilità di sapere cosa sia la coscienza, e la necessità di non poter far altro che riferirsi ad alcuni tratti specifici che consentano agli uomini di parlarne, e di intendersi a proposito della medesima, mettiamo a confronto [...]

E se anche la coscienza fosse figlia delle stelle?

Mio Maestro, è stato Vincenzo Tagliasco, che era un bioingegnere, considerato in Italia il padre della robotica. Come ogni scienziato di buonsenso per inventare teconologia studiava soprattutto la natura, e ancora oggi non saprei decidere se Vincenzo, da ingegnere conoscesse la neurofisiologia meglio di quanto Valentino Braitenberg, che era neurofisiologo, sapesse inventare e costruire automi. Non mi risulta (ma spero di essere molto male informato) che attualmente ci siano in giro di nuovo personaggi come quelli citati. Vincenzo non sopportava la trascuratezza scientifico-filosofica con la quale autorevoli personalità scientifiche utilizzavano espressioni del tipo: “il cervello vede”, “il cervello percepisce”, “il cervello interpreta”, eccetera, in sostanza considerando il cervello coincidente con la soggettività. Quando reagiva, nella migliore delle ipotesi otteneva risposte del tipo “per divulgare però bisogna farsi in qualche modo capire”… Pessima risposta, ovviamente, a meno che non si accetti di fare controinformazione, ma il peggio è che, invece, nella maggior parte dei casi, chi attribuiva al cervello la piena identità [...]